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venerdì 16 novembre 2007

Pensieri partic[o]/[el]lari


"Pai che ce la pai! Scappa scappa!"
"Slepton slepton, grr grr! Mo me lo mangio!"
Il pione volava veloce cercando di sfuggire ad un kaone grosso grosso.
Per sovrastare la confusione cercavo di suonare il saxion: tra mio fratello che ascoltava la musica su di un magnon impianto Bosonec, nuovo nuovo, il telephonon di mamma che suonava in continuazione ed il kaone (Spin) che abbaiava, non riuscivo proprio a concentrarmi. Ed il bambino al piano di sopra che non voleva mangiare i Plasmon! Piangeva piangeva, tutto pieno di excitonzione.
"Sfermion!! Stai fermion! Lascia stare il pione!!"
Ed il kaone si placò e come per incanto tornò il silenzio. Posai il saxion e ripresi a studiare meccanica quantistica. Che sia stato solo tutto un sogno ad occhi aperti?

P.S.: piccoli giochi crescono… non ricordano un po' quelli sulla tavola periodica degli elementi chimici?

giovedì 8 novembre 2007

Attesa


I momenti che precedono un esame sono sempre uguali. Il nervosismo, il freddo, una strana voglia di non fare nulla, di fermarsi. È un'attesa, e come tutte le attese ha i suoi lati positivi. La mente si libera e si va a letto prima.
Domani l'esonero di Meccanica Quantistica: in bocca al lupo a me, ai miei amici ed ai miei colleghi.

mercoledì 7 novembre 2007

Voce in capitolo



Non sono capace di utilizzare la mia voce. Questo è comune alla gran parte degli uomini: corde vocali sotto sforzo, gole arrossate, diaframmi bloccati… sono molte le patologie. Un uso corretto della voce, a quanto ne ho capito, è subordinato ad un giusto processo respiratorio, e ciò mi sembra ragionevole. Trovare materiale, in rete, che spieghi come respirare correttamente è molto semplice. Riuscire ad applicare i metodi descritti è già più difficile. Avere la costanza richiesta non è da me. Il processo non è molto dissimile a quello di imparare uno strumento e lo studio che ne sto facendo in questi giorni nel corso di Acustica musicale conferma che deve essere così. Il sistema che ci permette di parlare, cantare e comunicare (più in generale) è complesso. Le corde vocali funzionano come un'ancia (cfr. clarinetto, oboe,…), il condotto respiratorio che le collega alla bocca è simile ad un tubo cilindrico, ma con un comportamento variabile dovuto alle concentrazioni di vapore acqueo, non costanti, alla non rigidità delle pareti e così via. Senza addentrarsi in particolari è chiaro quindi che per gestire un tale strumento ci voglia una buona padronanza del proprio corpo. Il primo obiettivo che mi pongo è quello di percepire i movimenti del diaframma e migliorare la capacità inspiratoria. Poi mi concentrerò sulla espirazione e quindi sulla emissione dei suoni.
Mi ci vorrà tempo, per ora mi limiterò all'invidia per chi la voce la sa usare, davvero.

Nelle foto due tipi di voce completamente diversi: I cugini di campagna a confronto con Enrico Caruso. Non esprimo la mia preferenza, potete immaginarla.

domenica 4 novembre 2007

Studium, ii

A cinque giorni da un esonero di meccanica quantistica, i dubbi non possono non mancare. La natura di tali incertezze non è paragonabile, purtroppo, con quella di chi studia questa materia da 30 anni; non so se sia così consolante che queste riflessioni non cesseranno mai.

Non tutti sanno che il mondo della Fisica è tutt'altro che perfetto, compiuto e razionale. Da tali imperfezioni scocca la scintilla della ricerca, lo spiraglio delle nuove strade.
Avere davanti agli occhi dei tasselli che non combaciano è quello a cui aspira ogni uomo curioso: ad inseguirne l'incastro perfetto ci pensano i folli ed i bambini, a trovarlo il genio, il fortunato ed il tenace. Un buon fisico spesso riassume in sé questi aspetti: un folle dall'animo infantile, dotato di curiosità, genialità, tenacia e fortuna. Sì, credo di sì.
Questi studi sono quello che aspettavo; se mi deluderanno, saprò quale strada prendere.